Le 3 ragioni per cui il prezzo del bitcoin e delle altre criptovalute è calato all’improvviso

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Il bitcoin ha subito uno scivolone di quasi un quinto del suo valore record nel weekend, bruciando gran parte dei guadagni accumulati la scorsa settimana. Dal vertice di 64.800 dollari di mercoledì 14 aprile è passato a circa 52.150 domenica mattina (-19% circa). Ha poi ripreso a guadagnare terreno fino a 57.400 dollari lunedì mattina, ma non è la prima volta che i borsini delle criptovalute riservano simili “sorprese” nelle ore apparentemente calme del fine settimana. Un calo di proporzioni simili lo ha subito anche l’ether (-18%), sceso dai 2.500 dollari di giovedì fin sotto i 2mila per tornare a 2.266 lunedì mattina, e va in altalena anche il dogecoin che tuttavia resta sul +400% nei sette giorni.

Non è chiaro cosa abbia causato il brusco calo delle quotazioni, anche se le ricostruzioni più accreditate sono tre. La prima è di ordine prettamente “materiale”: un blackout nella provincia cinese dello Xinjiang avrebbe mandato offline metà della rete bitcoin in 48 ore, a causa di un’enorme inondazione e problemi di approvvigionamento energetico, con la susseguente necessità di effettuare lavori di manutenzione, che avrebbe ridotto l’hashrate complessivo, come riporta Coinmarketcap. Il secondo motivo riconduce a voci incontrollate su Twitter, riguardo un presunto giro di vite da parte del dipartimento del Tesoro americano, che starebbe preparando un’accusa contro alcuni istituti finanziari per riciclaggio di denaro attraverso le criptovalute.

Il terzo riguarda l’ormai annosa insinuazione che il settore possa rivelarsi una bolla, un timore nato dallo stesso successo delle criptovalute, di cui la cripto-meme dogecoin sarebbe un esempio parossistico. Sponsorizzata anche da Elon Musk, la “cripto del popolo” è diventata nei mesi scorsi la mascotte dei gruppi su Reddit, come per esempio r/SatoshiStreetBets, che volevano portarla a un dollaro. Giovedì, giorno della quotazione di Coinbase, “Doge” ha superato i 40 centesimi, ritracciando venerdì (23 centesimi) per poi salire nuovamente fino a 38 centesimi, lunedì mattina. Ora è la sesta valuta virtuale per capitalizzazione di mercato (46 miliardi di dollari).

Sebbene i critici temano i rischi di una dinamica speculativa seguita da vendite massicce e il pericolo di gravi perdite per molti investitori amatoriali, la mania da dogecoin si è fatta tanto frenetica da causare ripetuti crash nella sezione dedicata dalla piattaforma Robinhood. Nel weekend l’app di trading è diventata la più scaricata insieme a quella Coinbase, su Apple Store, negli Stati Uniti. Terza, TikTok.

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