La riduzione delle emissioni di CO2 nel 2020 è stata una breve parentesi

Mediterraneo
(Foto: Getty Images)

La temporanea riduzione delle emissioni di CO2, dovuta alle misure di contenimento della pandemia da coronavirus, non ha avuto alcun effetto positivo sulla concentrazione di gas serra nell’atmosfera. Al contrario, nel 2020 la crisi climatica ha conosciuto un’intensificazioneinarrestabile”, secondo il report pubblicato questi giorni dall’Organizzazione mondiale della meteorologia (Wmo), portando a un innalzamento record delle temperature globali. Inoltre, la ripresa delle attività dopo il lockdown sta portando le economie mondiali a produrre consistenti emissioni di CO2 e a finanziare l’industria dei combustibili fossili.

“Tutti le informazioni sul clima contenute in questo studio – ha detto Petteri Taalas, segretario generale del Wmoevidenziano l’inarrestabile intensificazione del cambiamento climatico, l’aumento nella frequenza e nell’intensità degli eventi climatici estremi e le gravissime conseguenze che ricadono sulle persone, sulle società e sulle economie mondiali”. Il report prodotto dal Wmo sottolinea come le emissioni di gas serra siano continuate a crescere nel 2019 e nel 2020 e che le temperature siano salite, lo scorso anno, ai livelli più alti mai registrati dal 1850.

Per invertire questa tendenza, Taalas e il segretario generale delle Nazioni unite Antonio Guterres hanno esortato i leader mondiali all’azione, chiedendo impegni radicali per la riduzione delle emissioni della CO2 al fine di impedire un ulteriore aumento delle temperature. “Questo è un anno per agire – ha scritto Guterres nell’introduzione del report –. Gli stati devono presentare, molto prima della Cop26, piani ambizioni per ridurre le emissioni di almeno il 45% entro il 2030”. La Cop26 è l’annuale conferenza climatica tra i paesi delle Nazioni Unite, che si terrà il prossimo novembre in Regno Unito. Questo appuntamento è ritenuto dagli esperti l’ultima possibilità per trovare un accordo che porti alla realizzazione degli obiettivi posti negli accordi di Parigi sul clima del 2015, soprattutto perché vedrà il ritorno degli Stati Uniti, dopo l’abbandono voluto dall’ex presidente Donald Trump.

Le previsioni per il 2021

Tuttavia, il comportamento dei governi mondiali sembra ambiguo per gli esperti. Al Guardian Faith Birol, direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale per l’energia (Iea), ha detto che “da una parte, i governi sostengono che il cambiamento climatico sia una loro priorità. Dall’altra stiamo assistendo alla seconda più grande crescita di emissioni di CO2 nella storia. È davvero deludente”. Secondo le previsioni dell’Iea, le emissioni di gas serra sono in crescita dall’inizio del 2021 e saliranno ai livelli più alti mai raggiunti dal 2010, quando le emissioni aumentarono del 6%, nella corsa alla ripresa della crisi finanziaria del 2008. La situazione attuale, riporta l’Iea, è simile a quella di allora. Le economie globali stanno premendo l’acceleratore sulla ripresa, ma per farlo continuano a basarsi sull’utilizzo di combustibili fossili per produrre energia.

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