L’Italia vuole emettere i suoi primi titoli di Stato verdi

Risparmio Foto di Nattanan Kanchanaprat da Pixabay
Risparmio Foto di Nattanan Kanchanaprat da Pixabay

Dall’efficienza energetica alla diversità biologica, dall’economia circolare alla ricerca scientifica: sono solo alcuni settori ammissibili per l’emissione dei titoli di debito green con cui lo Stato italiano prevede di finanziare la spesa pubblica a favore dell’ambiente. È quanto emerge dal quadro di riferimento con cui il ministero dell’Economia e delle finanze ha delineato i criteri per la prossima emissione di buoni del tesoro poliennali verdi. Con il green bond sovrano, già previsto dalla legge di Bilancio 2020, gli strumenti finanziari dello Stato potranno rientrare nella politica ambientale del Paese, tenendo come stella polare sette dei 17 obiettivi dell’Agenda Onu 2030.

Gli obiettivi ambientali, così come delineati dalla tassonomia europea delle attività sostenibili, saranno: mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento agli stessi, uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e dell’ambiente marino; transizione a un’economia circolare; prevenzione e controllo dell’inquinamento; protezione, miglioramento e ripristino della biodiversità, degli ecosistemi e dei servizi ambientali.

Per l’emissione dei titoli di Stato green è stato istituito un comitato interministeriale incaricato di individuare le informazioni sulle spese potenzialmente ammissibili al finanziamento, che ricomprendono anche le fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica e termica, la prevenzione e il controllo dell’inquinamento, la tutela dell’ambiente e i trasporti. Quest’ultimo sarà il capitolo che riceverà la quota più importante su un “limite massimo teorico” totale di 35 miliardi di euro, secondo quanto riferito dal Mef, riporta Il Sole 24 Ore.

I proventi raccolti saranno gestiti così come accade per gli altri titoli di Stato ordinari, ma non sono ancora noti né i tassi né le scadenze che potranno avere. Una call globale dedicata agli investitori istituzionali, ai quali verrà proposto il btp green (per ora è escluso il pubblico generico) quotato su Mot ed Mts, è stata organizzata per lunedì pomeriggio.

Ogni anno verrà pubblicato il resoconto su come le risorse raccolte sono state allocate negli anni precedenti, attraverso il documento Italian sovereign green bond allocation and impact report. Questo illustrerà lo stato di avanzamento nell’erogazione delle somme previste da ciascuna emissione, almeno per categorie di spesa, il progresso dei lavori finanziati e i dati sull’impatto ambientale conseguito dalla spesa.

Intanto, è già chiaro che alcuni settori saranno del tutto esclusi: estrazione, lavorazione e trasporto di combustibili fossili; fissione nucleare; impianti di energia (incluse le biomasse) con livelli di emissione CO2 superiori a 100g CO2/kWh; lavorazione e produzione di bevande alcoliche; contratti militari; dioco d’azzardo; produzione di armi; lavorazione e produzione di derivati del tabacco; attività mineraria.

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