Cosa si può fare in Italia in questo momento

(foto: Massimo Di Vita/Archivio Massimo Di Vita/Mondadori Portfolio via Getty Images)

Da ieri, domenica 21 febbraio, a seguito delle nuove ordinanze firmate dal ministro della Salute Roberto Speranza Molise, Campania ed Emilia Romagna sono passate dalla colorazione gialla a quella arancione. Queste regioni si aggiungono quindi a Umbria, Abruzzo, Toscana, Liguria, provincia autonoma di Trento e di Bolzano, che sono già arancioni. In Umbria resta rossa l’intera provincia di Perugia, in Abruzzo lo sono quelle di Pescara e Chieti e in Molise sono ancora rossi 33 comuni. Anche la provincia di Bolzano rimane in lockdown autoimposto.  Lombardia e Lazio, nonostante l’Rt vicino all’1 restano invece gialle, ma con alcuni comuni in zona rossa, così come le Marche, dove è stata isolata la provincia di Ancona. Resta gialla anche la Val d’Aosta, in cui si sono registrati meno di 50 casi per 100mila abitanti, ma che si pensava sarebbe potuta diventare la prima regione bianca.

L’Rt medio nazionale è salito a 0,99, a causa della diffusione delle nuove varianti e in particolare di quella inglese. L’Iss pertanto raccomanda di “mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e della mobilità”.

Per tutti i territori, a prescindere dal colore, restano in vigore il coprifuoco notturno dalle ore 22 alle 05 del mattino e il divieto di uscire dalla propria regione o provincia. Dato il peggioramento dei contagi ci si aspetta una ulteriore proroga del blocco degli spostamenti tra regioni, già posticipato al 25 febbraio.

Le regole delle zone gialle

Secondo le disposizioni del ministero della Salute in vigore dal primo febbraio, in tutte le regioni gialle è consentito lo spostamento tra comuni, ma è ancora vietato lo spostamento tra regioni, fino al 25 febbraio e salvo nuove disposizioni, ad eccezione di esigenze di salute, lavoro o necessità. Le visite sono consentite una sola volta al giorno, tra le 5 e le 22 per massimo 2 persone oltre ai conviventi, ai minori di 14 anni e alle persone non autosufficienti.

I bar e i ristoranti tornano ad essere aperti fino alle 18, con divieto di asporto per i bar dopo le 18 e dopo le 22 per i ristoranti, mentre resta sempre consentita la consegna a domicilio. Divieto anche di consumare cibi e bevande all’aperto dalle 18 alle 5.

Non cambiano le disposizioni per i centri commerciali che restano chiusi nel weekend e nei giorni festivi e prefestivi.

Chiusi gli impianti sciistici fino al prossimo 5 marzo, così come cinema e teatri, mentre saranno aperti musei e mostre ma non nei giorni festivi.

Le scuole dell’infanzia, elementari e medie riprenderanno la didattica in presenza al 100%, mentre per le superiori è ancora prevista l’alternanza al 50% con la Dad. Le università decideranno in autonomia a seconda di ogni singolo ateneo.

Resta il limite del riempimento al 50% per il trasporto pubblico, ad eccezione del trasporto scolastico. In auto, invece si potrà viaggiare al massimo in 3, con l’obbligo di mascherina e il solo conducente nei posti anteriori.

Chiuse tutte le attività legate al gioco d’azzardo anche in bar e tabaccherie.

Quelle delle zone arancioni

Nelle zone arancioni restano in vigore le regole generali osservate finora, con limitazioni agli spostamenti ai soli comuni di residenza ed entro i 30 chilometri, ad esclusione dei capoluoghi di provincia. Unica eccezione l’avvio della didattica in presenza al 100% per le scuole dell’infanzia, elementari e medie.

E quelle delle zone rosse

Vietati gli spostamenti in altre regioni e anche all’interno del proprio comune, salvo esigenze di lavoro, salute o studio con autocertificazione. Negozi chiusi tranne alimentari, farmacie, tabaccherie edicole e parrucchieri. Chiusi bar e ristoranti, ma previsto asporto e consegne a domicilio. Attività motoria concessa solo nei pressi della propria abitazione.

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