La nuova ordinanza di Speranza: molte regioni italiane passano da gialle ad arancioni

(foto: Massimo Di Vita/Archivio Massimo Di Vita/Mondadori Portfolio via Getty Images)

Dopo il decreto-legge del 14 gennaio e il dpcm del 15 gennaio per il contrasto alla pandemia di Covid-19, il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza che stabilisce le zone colorate delle regioni e province autonome italiane a partire da domenica 17 gennaio. In base agli ultimi dati del monitoraggio epidemiologico, tre quarti della nostra penisola diventerà zona arancione, mentre diverse regioni passano in zona rossa.

Per tutti i territori, a prescindere dal colore, restano in vigore il coprifuoco notturno dalle ore 22 alle 05 del mattino (fino al 5 marzo) e il divieto di uscire dalla propria Regione o Provincia autonoma (fino al 15 febbraio).

Le regole della zona rossa

In zona rossa, dal 17 gennaio, ci saranno Provincia autonoma di Bolzano, Lombardia e Sicilia.

Questo significa divieto di qualsiasi spostamento a qualsiasi ora della giornata, sia in entrata e in uscita dalla Regione che all’interno del Comune, salvo per comprovati motivi di lavoro, necessità e salute da giustificare con autocertificazione. Chiusura di negozi al dettaglio (ad eccezione di generi alimentari, farmacie, edicole) e di mercati di generi non alimentari. Chiusura al pubblico anche di bar e ristoranti, ad eccezione della ristorazione con consegna a domicilio e  l’asporto (fino alle ore 18 per i locali specializzati nella vendita di bevande e alcolici, fino alle ore 22 per tutti gli altri locali), ma con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

Restano chiusi musei e mostre, biblioteche, teatri, cinema, palestre, piscine e attività di sale giochi, sale scommesse, bingo, anche nei bar e nelle tabaccherie. Attività di parrucchieri e barbieri restano aperte, mentre i centri estetici chiudono.

E quelle della zona arancione

Dal 17 gennaio, saranno in zona arancione: Abruzzo, Friuli Venezia-Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria, Valle d’Aosta, Calabria, Emilia-Romagna e Veneto.

Ciò comporterà il divieto di ogni spostamento in entrata e in uscita dalla regione e dal proprio comune, eccezion fatta per le autocertificate esigenze di lavoro, salute e urgenza, oltre che per assicurare lo svolgimento della didattica in presenza o per svolgere attività o usufruire di servizi non disponibili nel proprio comune. All’interno del proprio comune la circolazione sarà possibile (ma fortemente sconsigliata quando non necessaria), a parte per il coprifuoco notturno.

Anche qui, bar e ristoranti restano chiusi, con tutte le regole previste per la zona rossa. Rimangono altrettanto chiusi musei e mostre, biblioteche, teatri, cinema, palestre, piscine e attività di sale giochi, sale scommesse, bingo, anche nei bar e nelle tabaccherie. Attività di parrucchieri e barbieri restano aperte, mentre i centri estetici chiudono. Sono aperti i negozi al dettaglio, nel rispetto dei protocolli sanitari e del distanziamento fra i clienti.

Zona gialla

Dal 17 gennaio, in zona gialla restano solo Basilicata, Campania, Molise, Sardegna, Toscana e Provincia autonoma di Trento.

La circolazione all’interno della regione è possibile (ma sconsigliata quando non necessaria), con la limitazione del coprifuoco notturno. Riaprono i musei e le mostre, dal lunedì al venerdì, con modalità di fruizione contingentata. Sono aperti al pubblico anche bar e ristoranti dalle ore 05 alle ore 18, massimo quattro persone non conviventi per tavolo, con consegna a domicilio sempre disponibile e l’asporto attivo solo fino alle ore 22 (per i locali specializzati in vendita di bevande e alcolici l’asporto invece è vietato dalle ore 18).

Rimangono chiusi teatri, cinema, palestre, piscine e attività di sale giochi, sale scommesse, bingo, anche nei bar e nelle tabaccherie. Attività di parrucchieri e barbieri restano aperte, mentre i centri estetici chiudono. Sono aperti anche i negozi al dettaglio, nel rispetto dei protocolli sanitari e del distanziamento fra i clienti.

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