Cosa si può fare (e cosa no) in Italia dal 16 gennaio

Giuseppe Conte Roberto Speranza
(foto: Antonio Masiello/Getty Images)

Dopo l’emanazione della sua cornice legislativa (ossia il decreto-legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale), il nuovo dpcm è finalmente pronto. Ecco tutte le misure per il contrasto alla pandemia di Covid-19 in vigore in Italia dal 16 gennaio al 5 marzo, con il ripristino delle diverse zone colorate in base alla situazione epidemiologica dei diversi territori.

Bisogna continuare a indossare la mascherina?

Certo, il dpcm ribadisce che è obbligatorio sull’intero territorio nazionale “avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi”.

Le uniche deroghe sono per i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva, per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina. Resta inoltre fortemente raccomandato l’uso dei dispositivi di protezione anche all’interno delle abitazioni private, quando ci si trova in presenza di persone non conviventi.

Le scuole

Da lunedì 18 gennaio le scuole superiori adotteranno “forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica”, in modo che “almeno al 50% e fino a un massimo del 75% della popolazione studentesca sia garantita l’attività didattica in presenza”.

Per le scuole dell’infanzia, elementari e medie, la didattica continua a svolgersi “integralmente in presenza”.

Le università predisporranno, in base all’andamento del quadro epidemiologico, “piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari da svolgersi a distanza o in presenza”, che tengano conto delle esigenze formative e dell’evoluzione del quadro pandemico territoriale e delle corrispondenti esigenze di sicurezza sanitaria.

Resta in vigore il coprifuoco?

Sì, dalle ore 22 alle ore 05 del giorno successivo “sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità oppure per motivi di salute”. È sempre fortemente raccomandato, per la restante parte della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi.

Ci si potrà spostare fuori regione?

No, dal 16 gennaio al 15 febbraio per qualsiasi colorazione è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvo per motivi di lavoro, necessità o salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

E all’interno del comune?

Per le strade o piazze nei centri urbani, “dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta per tutta la giornata o in determinate fasce orarie la chiusura al pubblico, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”.

Restano in vigore le deroghe agli spostamenti del periodo natalizio?

Sì, ossia lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05 e le ore 22, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle già conviventi (limite che non si applica ai minori di 14 anni 14 e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi). I due visitatori si potranno spostare all’interno della propria Regione se questa sarà in zona gialla, altrimenti solo nel proprio Comune se questo si troverà in zona arancione o rossa.

Tuttavia, chi vive nei comuni con meno di 5mila abitanti potrà continuare a spostarsi “per una distanza non superiore ai 30 km dal confine, con esclusione dei capoluoghi di Provincia”.

Si potrà andare al museo?

Nelle zone gialle, finalmente sì. Ma solo nei giorni feriali. Il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura “è assicurato, dal lunedì al venerdì, con esclusione dei giorni festivi, a condizione che detti istituti e luoghi, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, nonché dei flussi di visitatori (più o meno di 100mila l’anno), garantiscano modalità di fruizione contingentata”.

Vengono riaperte al pubblico anche le mostre, “alle medesime condizioni”.

Si potrà andare a mangiare e bere nei locali?

Nelle zone gialle (o bianche, se ce ne saranno mai), sì: le attività dei servizi di ristorazione sono consentite dalle ore 05 fino alle ore 18. Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone, quando non si è tutti conviventi. Dopo le ore 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico, ma i locali potranno fare asporto fino alle ore 22 e consegna a domicilio senza limiti d’orario. Nelle zone arancioni e rosse, invece, bar e ristoranti continuano a essere chiusi al pubblico.

Ma la grande novità è che “per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dai codici Ateco 56.3 e 47.25 l’asporto è consentito esclusivamente fino alle ore 18”. Gli interessati di questa categoria sono i bar e gli esercizi specializzati nella vendita al dettaglio di bevande e alcolici.

Si potrà andare a sciare?

Fino al 15 febbraio, no. Da quella data, poi, gli impianti potranno aprire “solo subordinatamente all’adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e validate dal Comitato tecnico scientifico, rivolte a evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti”.

Si potrà andare in crociera?

A quanto pare, sì. I servizi di crociera “da parte delle navi passeggere di bandiera italiana possono essere svolti nel rispetto delle specifiche linee guida validate dal Comitato tecnico scientifico”.

Si potrà andare a teatro? E in palestra?

No, in tutta Italia restano “sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto”. Rimangono chiuse le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, unica “eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative o terapeutiche, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi”.

Sospese anche le attività di sale da ballo, discoteche, sale giochi, casinò, bingo, sale scommesse.

Si potrà andare nei luoghi di culto?

Sì, se “l’accesso ai luoghi di culto avviene con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro”. Anche le funzioni religiose potranno continuare a svolgersi in questi termini con la partecipazione di persone.

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