In Calabria è iniziato il più grande processo contro la ‘ndrangheta degli ultimi trent’anni

(foto: GIANLUCA CHININEA/AFP via Getty Images)

Nella mattina di mercoledì 13 gennaio a Lamezia Terme si apre il maxi-processo Rinascita-Scott contro alcune potenti cosche della ‘ndrangheta calabrese, in un’aula con capienza di un migliaio di persone. Nell’enorme bunker, in linea con le normative anti Covid-19, verranno effettuati 150 collegamenti video in contemporanea con gli imputati in carcere. I numeri del processo rappresentano diversi primati per gli ultimi trent’anni di lotta alla mafia: 438 capi di imputazione, 325 imputati, 913 testimoni d’accusa e 58 collaboratori di giustizia chiamati a deporre.

Come ha riferito ad Adnkronos il magistrato Nicola Gratteri, il procedimento “non è solo una pietra del muro contro la mafia ma è importante anche per comprendere l’evoluzione della ‘ndrangheta, che non fa solo estorsioni e usura ma che tesse rapporti con la pubblica amministrazione, con i cosiddetti colletti bianchi”. Infatti, il processo prende avvio dalla grande operazione condotta in 11 regioni italiane tra il 2016 e il 2019 dalla Procura distrettuale antimafia di Catanzaro, coordinata proprio da Gratteri. Un’indagine che ha fatto emergere gli stretti legami tra mafia, politica ed economia che hanno trasformato la ‘ndrangheta in una rete globale, portando all’arresto nel dicembre del 2019 di centinaia di sospetti nell’area di Vibo Valentia controllata principalmente dal clan Mancuso. Attraverso diversi blitz, il reparto d’élite dei Carabinieri dei Cacciatori è riuscito a localizzare indagati latitanti in nascondigli segreti situati ad esempio dietro scale scorrevoli, botole e tombini.

Oltre ai membri delle cosche ‘ndranghetiste attive fra Vibo Valentia e Catanzaro, nel novero degli imputati per associazione mafiosa figurano personalità politiche di spicco come l’ex senatore di Forza Italia Giancarlo Pittelli e l’ex consigliere regionale del Partito democratico Pietro Giamborino. Anche in Germania, Svizzera e Bulgaria sono stati arrestati un ex senatore, un capo della polizia, consiglieri locali e uomini d’affari accusati di favoreggiamento verso la mafia.

Un tempo derisa dalla siciliana cosa nostra e dalla camorra campana, oggi la ‘ndrangheta calabrese è di gran lunga il gruppo criminale più potente in Italia e uno dei più ricchi al mondo. Uno studio del Demoskopita Research Institute nel 2013 stimava che l’organizzazione mafiosa fosse finanziariamente più potente di Deutsche Bank e McDonald’s messi insieme, con un fatturato annuo di 53 miliardi di euro.

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