Bolsonaro ha tagliato gli aiuti economici ai poveri del Brasile

(foto: EVARISTO SA/AFP via Getty Images)

Dopo gli ultimi contributi versati lo scorso 29 dicembre, il governo del presidente Jair Bolsonaro ha tagliato gli aiuti economici di emergenza per le famiglie più povere del Brasile. Nel 2021 quasi 68 milioni di cittadini rischieranno l’indigenza, rimanendo privati di quel minimo di sostegno statale che gli era stato garantito durante la pandemia di Covid-19.

La povertà estrema era in aumento in Brasile già prima del coronavirus: il governo populista di Bolsonaro che aveva iniziato a rendere sempre più difficile l’accesso al Bolsa Família, un programma di welfare sociale lanciato dalla presidenza progressista di Ignacio Lula Da Silva nei primi anni 2000. A marzo scorso, quasi un milione di famiglie brasiliane era ancora in lista d’attesa per ricevere questi sussidi statali.

Con lo scoppio della pandemia, però, il governo aveva iniziato progressivamente ad allargare le maglie del programma. Dopo l’iniziale proposta del ministro dell’Economia Paulo Guedes di spendere 5 miliardi di reais brasiliani (circa 1 miliardo di dollari), ossia solo lo 0,2% del budget, per combattere il coronavirus, il Congresso brasiliano ha iniziato a prendere slancio verso una sorta di reddito di cittadinanza per i meno abbienti.

Così, da marzo, il governo aveva iniziato a distribuire dei nuovi sussidi mensili di 600 reais (1200 per le madri single) a 68 milioni di brasiliani, un terzo della popolazione del paese. A settembre scorso, tuttavia, il governo ha dimezzato questo benefit, chiamato auxílio emergencial (aiuto di emergenza), estendendolo fino alla fine del 2020.

Come riporta The Economist, la risposta fiscale del Brasile alla pandemia, di oltre l’8% del suo Pil, è stata una delle più alte fra i paesi del G20, che ammonta al doppio della media dei mercati emergenti. Gli indici di gradimento di Bolsonaro sono saliti, permettendogli di stringere nuove alleanze politiche. Per consentire al governo di aggirare il tetto sulla spesa posto dalla Costituzione, tuttavia, il Congresso brasiliano ha dovuto dichiarare lo stato di calamità. La fine di questa condizione il 31 dicembre scorso ha determinato quindi la fine anche dell’auxílio: con il debito pubblico ormai vicino al 100% del Pil, l’esecutivo Bolsonaro sembra determinato a ridurre di nuovo la spesa sociale ai livelli pre-pandemia.

Non è la prima volta che il presidente sfrutta la disperazione dei “disgraziati ignoranti” della Bolsa Família (come da lui stesso definiti) per ottenere consenso. Durante la sua campagna elettorale, ad esempio, Bolsonaro aveva promesso una “tredicesima” per chi riceveva i sussidi, per poi disattendere del tutto l’impegno una volta eletto.

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