Dal record di Satispay all’asse Nexi-Sia: il cantiere del fintech italiano è in gran fermento

Gli omini Lego riproducono la foto dei lavoratori americani intitolata "Pranzo in cima a un grattacielo"
Gli omini Lego riproducono la foto dei lavoratori americani intitolata “Pranzo in cima a un grattacielo”

La notizia della settimana nel mondo del fintech italiano è l’operazione record di Satispay: la piattaforma di pagamenti mobile ha annunciato un round di finanziamento da 93 milioni di euro, di cui 68 milioni di capitale risultanti dall’acquisto di azioni di nuova emissione e 25 milioni dall’acquisto di quote dei precedenti investitori. L’impresa è andata ben oltre l’iniziale obiettivo di raccolta di 50 milioni e così, da una base di valutazione di 180 milioni, ora il valore dell’azienda post investimento è di 248 milioni.

Tra i nuovi soggetti che entrano nella platea di Satispay, figurano Tim Ventures, al fianco della società fintech Square, fondata dal fondatore di Twitter Jack Dorsey; Tencent, la web company cinese dietro la super app Wechat; il gruppo finanziario Lgt Lightstone. Questi ultimi sono tre grandi investitori tech a livello globale che per la prima volta finanziano un’azienda italiana, confermando un trend importante e positivo sul fintech nazionale, che sembra, nonostante la crisi, pronto al grande salto.

L’asse Nexi-Sia

Che ci sia fermento lo testimonia anche l’italiana Nexi, azienda che offre servizi innovativi e infrastrutture per il pagamento digitale a banche, aziende, istituzioni e pubblica amministrazione. A ottobre ha annunciato un memorandum of understanding per la fusione con Sia – altro colosso italiano attivo nel settore dei pagamenti digitali controllato da Cdp Equity – dando forma a una società paytech che si prepara a essere tra i leader europei del settore e che “avrà la possibilità di svilupparsi in un mercato quattro volte più grande di quello attuale, ancora sotto-penetrato e con tassi di crescita a doppia cifra”, ha spiegato l’amministratore delegato di Nexi, Paolo Bertoluzzo.

A distanza di un mese, Nexi ha messo a segno altre mosse, in linea con un percorso di consolidamento europeo. Ha appena firmato la fusione con la “collega” danese Nets. Questo permetterà alla nuova Nexi di avere accesso a un mercato esteso in 25 Paesi, con 4.600 miliardi in termini di spesa dei consumatori e con una penetrazione media dei pagamenti digitali al 33%. Per il nuovo gruppo si prospettano circa 2,9 miliardi di ricavi stimati.

Una previsione interessante, che arriva poco dopo i risultati trimestrali di Nexi che, in seguito al venir meno delle misure restrittive adottate a marzo/aprile, sono caratterizzati da un recupero dei volumi complessivi su tutte le categorie, registrando una forte accelerazione in particolare nel mese di agosto. Il valore delle transazioni su carte italiane nel terzo trimestre è tornato ai livelli di crescita pre Covid-19, i ricavi da luglio a settembre sono stati di 276 milioni di euro per un +1% anno su anno (753,6 milioni nei primi nove mesi del 2020, -3,6% anno su anno); il margine operativo è pari a 167 milioni nel terzo trimestre, +7% su 2019.

A inizio novembre Nexi è stata scelta da banca Widiba per un accordo che prevede la possibilità, per i clienti della banca online, di usufruire di servizi e soluzioni per accettare pagamenti in modo digitale dentro e fuori il punto vendita, a condizioni agevolate.

In parallelo anche Sia si è mossa per allargare il suo raggio d’azione, che porterà in dote a fusione avvenuta. La Banca centrale europea l’ha individuata come partner, insieme a Colt Technology Services, per il proprio collegamento alle infrastrutture di mercato dell’eurosistema attraverso un’unica interfaccia di accesso. E si è alleata con la tedesca Inform per lanciare un nuovo servizio digitale per banche, provider di servizi di pagamento e altre istituzioni finanziarie in Europa, che permette di velocizzare il processo di autenticazione dei pagamenti online dei clienti, nel rispetto dei requisiti di sicurezza previsti dalla direttiva comunitaria Psd2. In questo modo le due società sono in grado di rendere disponibile un’infrastruttura antifrode che analizza in tempo reale il livello di rischio delle transazioni di pagamento attraverso modelli di calcolo all’avanguardia.

La galassia Enel X

Nel frattempo in Italia nel panorama del fintech è arrivato un nuovo attore a sparigliare le carte: Enel X, la società del gruppo energetico che fornisce prodotti e servizi innovativi. Ha di recente debuttato nel settore dei servizi finanziari digitali e di mobile banking con Enel X Pay, un conto corrente online in tandem con Mastercard consente di effettuare, attraverso la app per smartphone, pagamenti e trasferimenti in tempo reale, di avere una carta digitale o fisica e di tenere sotto controllo i movimenti e le spese di tutta la famiglia.

In realtà le scelte strategiche di Enel X con la sua Enel X Financial Services, specializzata in soluzioni di pagamento, sono evidenti da tempo. Il lancio di Enel X Pay è la tappa di un percorso che il gruppo ha condotto negli ultimi due anni che ha visto l’acquisto della maggioranza di Paytipper, istituto con il quale è stata creata una prima offerta di servizi per i pagamenti online e offline, e i recenti accordi con Sia e Tink che, attraverso le loro piattaforme tecnologiche, abiliteranno tutti i servizi di Enel X Pay, consentendo lo sviluppo di ulteriori soluzioni open banking. La tecnologia di Tink consentirà all’azienda di sfruttare l’accesso a nuove soluzioni per il digital banking e la gestione delle finanze personali.

L’ultimo (per ora) tassello di questa lunga carrellata è la notizia che la società, proprio attraverso la controllata PayTipper, lancia una campagna per supportare gli enti pubblici nell’iter di adesione ai pagamenti effettuati con pos fisici tramite la piattaforma PagoPa. Un modo per aiutare le pubbliche amministrazioni a rendere più sicura e trasparente qualsiasi operazione.

In parallelo Sermetra Assistance, costola del gruppo Sermetra Holding specializzata nel settore assicurativo, fa sapere che la piattaforma di pagamenti integrata sviluppata con PayTipper (Enel X) ha toccato alla fine dello scorso ottobre il traguardo del primo miliardo di euro transitato su PagoPa, utilizzata per le tasse automobilistiche e le pratiche  del pubblico registro automobilistico.

La piattaforma di Visa

Anche gli operatori più tradizionali rispondono all’offensiva di startup e nuove aziende. Per esempio aprendo i cancelli della loro tecnologia. Così si sta muovendo Visa, che ha lanciato un nuovo programma per rendere disponibili ai suoi clienti le principali innovazioni di mercato nel settore dei pagamenti digitali, grazie ad accordi con alcune società fintech. Il progetto si chiama Fintech partner connect e fornirà alle istituzioni finanziarie e agli esercenti in Europa nuove funzionalità avanzate.

Tra le proposte c’è Credit risk per pmi che utilizza l’open banking per fornire alle società di servizi finanziari analisi innovative sulla base delle transazioni di pagamento; Compra ora e paga dopo”che dà la possibilità agli esercenti di offrire ai clienti finanziamenti personalizzati e istantanei da parte di più istituti finanziari, consentendo a loro volta agli istituti finanziari di aumentare la base clienti; e Conformità delle transazioni, un database globale di persone e aziende per potenziare attraverso l’intelligenza artificiale i controlli anti-riciciclaggio di denaro e l’individuazione di crimini finanziari.

 

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