Papa Francesco ha nominato il primo cardinale afroamericano della storia

(foto: Mark Wilson/Getty Images)

Papa Francesco ha nominato 13 nuovi cardinali, tra cui figura anche l’arcivescovo di Washington D.C. Wilton Gregory, il primo prelato nero degli Stati Uniti a guadagnarsi la carica. L’annuncio è stato dato a sorpresa dallo stesso pontefice nella giornata di domenica 25 ottobre, mentre era affacciato su piazza San Pietro in Vaticano: la cerimonia di nomina per i nuovi cardinali avverrà il 28 novembre prossimo. “Con un cuore molto grato e umile, ringrazio Papa Francesco per questa nomina che mi permetterà di lavorare più a stretto contatto con lui nella cura della Chiesa di Cristo”, ha dichiarato Gregory secondo quanto riportato dall’arcidiocesi.

Tuttavia, la nomina di Gregory nello specifico non è stata del tutto una sorpresa: l’arcidiocesi di Washington D.C. porta tradizionalmente con sé l’elevazione al rango di cardinale (5 dei 6 predecessori di Gregory lo sono diventati); quindi, da quando il prelato afroamericano era stato designato come arcivescovo da Francesco, nel 2019, si vociferava della possibilità di una sua ulteriore promozione. Resta il fatto che quella di Gregory è una nomina storica, arrivata dopo mesi di manifestazioni negli Stati Uniti contro il razzismo e gli abusi della polizia nei confronti della comunità afroamericana scatenate dall’omicidio di George Floyd nel maggio del 2020. 

Lo stesso Gregory, del resto, nel giugno scorso è stato pubblicamente critico nei confronti del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, durante la visita di quest’ultimo al Santuario nazionale di San Giovanni Paolo II a Washington D.C. Solo il giorno prima, infatti, alcuni manifestanti per i diritti civili erano stati allontanati con la forza dalla piazza antistante la Casa Bianca per facilitare una brevissima visita del presidente a una chiesa episcopale nella capitale: “Sconcertante e riprovevole che una struttura cattolica si sia lasciata abusare e manipolare in modo così eclatante”, ha sottolineato Gregory riferendosi all’episodio. Sempre nel giugno del 2020, durante un dialogo alla Georgetown University, Gregory ha parlato francamente rispetto alla propria reazione all’uccisione di George Floyd un mese prima, sottolineando l’importanza del coinvolgimento della Chiesa cattolica nelle questioni sociali più pressanti, ha dichiarato: “La Chiesa vive nella società. La Chiesa non vive dentro le quattro mura delle strutture dove preghiamo”. Infatti, sotto la sua guida, l’arcidiocesi di Washington D.C. ha creato un’iniziativa contro il razzismo, offrendo delle sessioni mirate di preghiera e di ascolto.

La brillante ascesa di Gregory

Ordinato prete nella sua città nativa di Chicago nel 1973, il 72enne Wilton Gregory ha assunto la guida dell’arcidiocesi della capitale Washington D.C. lo scorso anno, dopo essere stato arcivescovo di Atlanta a partire dal 2005. Durante il suo incarico ad Atlanta, nel 2014, si è distinto per aver commentato positivamente in una rubrica giornalistica le sue conversazioni con i genitori cattolici di bambini lgbt+. Il direttore esecutivo del New Ways Ministry (fazione cattolica inclusiva verso la comunità lgbt+) Francis DeBernardo, ha dichiarato ad Associated Press che secondo lui la scelta di Gregory come cardinale segnala che Papa Francesco vuole che “le persone lgbt+ facciano parte della Chiesa e che le persone della Chiesa le rispettino”.

Inoltre, durante la sua carriera di ecclesiastico, Gregory si è impegnato assiduamente nel contrasto agli abusi sessuali su minori perpetrati da preti. Mentre prestava servizio come presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti tra 2001 e 2004, ha contribuito a plasmare la reazione della Chiesa a tolleranza zero” verso la pedofilia, adottando un protocollo per disciplinare il trattamento delle accuse di abuso sessuale fatte da minori contro preti che stavano fioccando in quel periodo. Quando è stato nominato arcivescovo di Washington D.C. nel maggio del 2019, infatti, Gregory è stato scelto dal Papa per subentrare  al cardinale Donald Wuerl, dimessosi nell’ottobre 2018 per aver nascosto molteplici scandali di abusi mentre prestava servizio come vescovo a Pittsburgh tra il 1988 e il 2006. A sua volta, Wuerl aveva sostituito a Washington il cardinale Theodore McCarrick, licenziato nel febbraio del 2019 (molti anni dopo la fine del suo mandato nella capitale) da Francesco, dopo che un’indagine sostenuta dal Vaticano aveva concluso che aveva abusato sessualmente di bambini e adulti durante il suo periodo come prete a New York e come vescovo nel New Jersey.

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