Il punto delle misure anti-coronavirus, regione per regione

(foto: Lorenzo Di Cola/NurPhoto via Getty Images)

In quest’ultima settimana, numerose regioni italiane hanno emesso (o hanno annunciato di voler emettere) nuove ordinanze con misure più restrittive per il contenimento della pandemia di Covid-19, come coprifuoco e didattica a distanza per le scuole. Dopo l’ultimo dpcm del 19 ottobre, infatti, il governo sta lavorando a linee guida per uniformare le strette anti-contagio a livello locale, fissando regole che possano essere condivise dalle diverse regioni e province autonome. “Ritengo fondamentale, direi decisivo, il massimo coordinamento tra i diversi livelli di governo, secondo un metodo ispirato alla collegialità e alla necessaria condivisione delle scelte”, ha sostenuto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Va anche detto che è stato tuttavia il governo a permettere alle regioni di inasprire le misure, già nel decreto del 14 ottobre scorso.

Intanto, per i residenti delle regioni sottoposte a ordinanze che impongono limitazioni agli spostamenti nei rispettivi ambiti territoriali (ossia Lombardia, Campania, Lazio e Piemonte) è previsto il ritorno all’utilizzo del modulo di autocertificazione, disponibile online sul sito del ministero dell’Interno. Visto il clima di incertezza e confusione generale fra i cittadini, proviamo a tracciare una mappa delle nuove misure che stanno per entrare in vigore a livello regionale in Lombardia, Campania, Lazio, Piemonte, Liguria, Calabria e Sardegna.

In Lombardia

L’ordinanza regionale n.623 del presidente della Regione Attilio Fontana e l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza d’intesa col governatore Fontana del 21 ottobre, in vigore dal 22 ottobre fino al 13 novembre, stabiliscono un coprifuoco notturno dalle ore 23 alle ore 05 del mattino. Sono consentiti spostamenti solo per “comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o d’urgenza o per motivi di salute”, oltre che per il rientro presso il proprio domicilio, dimora o residenza, presentando l’apposita autocertificazione.

Rispetto alle attività scolastiche: “le scuole secondarie di secondo grado e le istituzioni formative professionali secondarie di secondo grado devono realizzare le proprie attività in modo da assicurare lo svolgimento delle lezioni mediante la didattica a distanza delle lezioni, per l’intero gruppo classe, qualora siano già nelle condizioni di effettuarla e fatti salvi eventuali bisogni educativi speciali”. Inoltre, “si raccomanda ai dirigenti degli istituti scolastici di organizzare e differenziare gli ingressi a scuola”. Le attività di laboratorio possono continuare a essere svolte in presenza.

Nelle giornate di sabato e domenica è disposta la chiusura delle grandi strutture di vendita, nonché degli esercizi commerciali al dettaglio presenti all’interno dei centri commerciali”. Chiusi tutti i grandi centri commerciali nei fine settimana, quindi, tranne gli esercizi che si occupano di vendita di generi alimentari, alimenti e prodotti per animali domestici, prodotti cosmetici e per l’igiene personale, per l’igiene della casa, piante e fiori e relativi prodotti accessori. Restano aperte anche farmacie, parafarmacie, tabaccherie e rivendite di monopoli.

Per negozi, locali e la ristorazione, viene introdotto l’obbligo di esporre cartelli che riportino il numero massimo di persone ammesse nel proprio spazio contemporaneamente. Dove è possibile, si deve privilegiare la prenotazione per accedere all’esercizio commerciale.

Le attività di locali e ristoranti sono consentite dalle ore 05 fino alle 23, con consumo al tavolo a cui può sedersi un massimo di 6 persone (quando non si è fra conviventi e congiunti), e fino alle ore 18.00 in assenza di servizio al tavolo. Fino alle ore 23, tuttavia, resta sempre consentita la consegna a domicilio e l’asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Viene vietata la consumazione di bevande in aree aperte al pubblico, dalle ore 18 alle 05 del mattino, ed è sempre vietato il consumo di bevande alcoliche nei luoghi pubblici.

In Campania

Nell’ordinanza regionale n.82 firmata dal presidente della Regione Vincenzo De Luca il 20 ottobre, dal 23 ottobre 2020 “ai cittadini campani è fatto divieto di spostamenti dalla provincia di residenza o domicilio abituale verso altre province della Campania”, salvo per motivi di salute, comprovati motivi di lavoro, di natura familiare, motivi scolastici o motivi di urgente necessità. Resta sempre consentito il rientro presso la propria residenza o domicilio abituale. Per spostarsi in tutti questi casi particolari, è richiesta l’autocertificazione.

Inoltre, “restano ferme le disposizioni statali e regionali vigenti alla data di entrata in vigore del presente provvedimento”. Ossia l’ordinanza regionale n. 81 del 19 ottobre, con cui De Luca aveva confermato le misure di contenimento del coronavirus già in vigore con le n. 80 e 79, prorogandole fino al prossimo 13 novembre. In Campania, quindi, sono confermati il divieto di offrire cibo da asporto per i ristoranti dopo le ore 21, oltre che di organizzare feste e ricevimenti (anche in seguito a cerimonie), e la sospensione delle attività didattiche e di verifica in presenza nelle università. Per la scuola dell’obbligo, resta il blocco delle lezioni in presenza fino al 30 ottobre. Tuttavia, nella nuova ordinanza n.82, viene dato mandato all’unità di crisi regionale di monitorare la situazione dei contagi “al fine dell’eventuale riapertura della attività in presenza della scuola primaria a decorrere dal 26 ottobre 2020”.

Nel Lazio

L’ordinanza del presidente della Regione Nicola Zingaretti firmata d’intesa con il ministro della Salute Speranza il 21 ottobre, stabilisce che a partire dalla notte tra venerdì 23 e sabato 24 ottobre sono vietati gli spostamenti dalle ore 24 alle ore 05 del mattino nel territorio della regione, salvo che “per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze, e per gli spostamenti motivati da situazioni di necessità o d’urgenza, ovvero per motivi di salute”. Anche qui, per provare la sussistenza delle situazioni che consentono gli spostamenti in questo arco temporale è richiesta l’autocertificazione.

Inoltre, da lunedì 26 ottobre sarà potenziato “il ricorso alla didattica digitale integrata nelle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado e nelle Università”. Questo potenziamento nelle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado avverrà per una quota pari al 50% degli studenti, con esclusione degli iscritti al 1° anno, mentre nelle università per una quota pari all’75% degli iscritti, con esclusione delle attività formative che necessitano della presenza fisica o l’utilizzo di strumentazioni.

Gli effetti di questa ordinanza cesseranno al 30° giorno dalla data di pubblicazione.

In Piemonte

Con i decreti n.109, 111 e 112 il presidente della Regione Alberto Cirio ha stabilito, a partire da lunedì 26 ottobre, l’obbligo per le classi dalla 2° alla 5° della scuola secondaria di secondo grado di seguire per almeno il 50% della settimana la didattica digitale a distanza, in alternanza con la presenza in aula. Inoltre, è stata decretata da sabato 24 ottobre la chiusura dei centri commerciali durante il fine settimana, con la sola eccezione dei negozi di prodotti di prima necessità e le farmacie. 

Con l’ordinanza congiunta insieme al ministro della Salute Speranza firmata il 23 ottobre, è stato decretato che sempre dal 26 ottobre fino al 13 novembre in Piemonte ci sarà il coprifuoco: tutti gli spostamenti nella regione sono vietati dalle ore 23 alle 05 del mattino dopo. Faranno eccezione, come al solito, “comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e urgenza, motivi di salute oppure il rientro a casa o presso la propria dimora”, che dovranno essere certificate con apposita autocertificazione.

Confermate le restrizioni in vigore già dalla mezzanotte fra sabato 17 e domenica 18 ottobre: ossia la chiusura notturna, dalle ore 24 alle 05 del mattino, di tutte le attività commerciali al dettaglio (ad eccezione delle farmacie) e il divieto di vendita di alcolici dopo le ore 21 in tutte le attività commerciali (anche attraverso apparecchi automatici), escluso il servizio di consumazione al tavolo negli esercizi di ristorazione. 

In Liguria

L’ordinanza n.72 del presidente di Regione Giovanni Toti è molto simile a quella del Piemonte, sul fronte della scuola. Da lunedì 26 ottobre fino al 13 novembre la didattica digitale integrata sarà obbligatoria per una quota non inferiore al 50% per le classi dalla 2° alla 5° delle scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, in modalità alternata alla didattica in presenza. Inoltre, è richiesto di “ridurre le attività di insegnamento pericolose come le lezioni di musica con i fiati, la ginnastica, o i laboratori promiscui dove le classi si incontrano e gli spazi non possono essere garantiti”.

Già dal mezzogiorno di mercoledì 21 ottobre, è entrato in vigore il divieto assoluto di assembramento” e di “manifestazioni pubbliche e private, con la “chiusura dei centri culturali e sociali e circoli ludico ricreativi consentendo dalle 5 alle 24 esclusivamente i servizi di bar e ristorazione”. Le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo sono consentite dalle ore 05 alle 18.

In Calabria

Nell’ordinanza n.79 firmata dal presidente della Regione Nino Spirlì il 23 ottobre, da lunedì 26 ottobre fino al 13 novembre viene sancita la sospensione delle attività scolastiche in presenza per le scuole secondarie di secondo grado e gli atenei universitari e il coprifuoco notturno dalle ore 24 alle 05 in tutta la regione. Prevista anche qui la possibilità di attivare la didattica digitale integrata, fatte salve le lezioni e le attività delle università che devono essere necessariamente svolte in presenza fisica.

In Sardegna

Anche il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas ha annunciato in Consiglio regionale che entro le prossime 24-48 ore ha intenzione di firmare un provvedimento per un lockdown di 15 giorni, con chiusura di porti e aeroporti. Tuttavia, la misura non dovrebbe entrare in vigore prima delle elezioni comunali in programma in Sardegna sabato 25 e domenica 26 ottobre in 156 centri abitati dell’isola, che dunque si svolgeranno regolarmente.

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