Amazon ha iniziato a usare anche in Italia il software che misura la distanza tra i lavoratori

Il logo della piattaforma di ecommerce Amazon (foto di Florian Gaertner/Photothek via Getty Images)
Il logo della piattaforma di ecommerce Amazon (foto di Florian Gaertner/Photothek via Getty Images)

La maratona è appena cominciata. Una settimana fa è stata la volta dell’Amazon Prime Day, la due giorni di shopping online dedicata agli iscritti al programma di consegne veloci del gigante dell’ecommerce, e alla vista si profilano il Black Friday, il Cyber Monday e la campagna di Natale. Ossia l’alta stagione delle vendite per Amazon. A cui quest’anno si aggiunge l’incognita coronavirus, che, dati alla mano, ha fatto impennare l’ecommerce. Almeno sul fronte dei prodotti, che è poi quello in cui marcia la creatura di Jeff Bezos. La previsione del Politecnico di Milano è che quest’anno il giro d’affari del segmento raggiunga in Italia i 23,4 miliardi di euro. Un aumento di 5,5 miliardi rispetto al 2019, trainato da cibo, informatica e abbigliamento.

Nei 29 magazzini di Amazon in Italia, dai grossi centri di distribuzione ai piccoli depositi urbani, si prepara la volata di fine anno. L’ultimo taglio del nastro, a Colleferro, alle porte di Roma, è dei primi di ottobre. E per assicurarsi che la macchina logistica non si inceppi a causa della pandemia, la multinazionale vuole adottare su larga scala Proxemics, un software che controlla in tempo reale che i magazzinieri rispettino la distanza di due metri l’uno dell’altra e che è già stato installato in alcuni centri logistici. Al primo round Amazon ha incontrato le resistenze dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl in alcuni magazzini. Quando Proxemics è finito sul tavolo della trattativa, l’azienda ha incassato il no dei portavoce dei lavoratori (salvo a Vercelli). Così il dossier è passato, come vuole la procedura, a un’altra scrivania: quella dell’Ispettorato nazionale del lavoro.

La tecnologia al lavoro

Possiamo confermare che abbiamo già ottenuto l’autorizzazione nella maggior parte dei siti – spiega un portavoce di Amazon a Wired -. In questi siti il sistema è stato implementato”. La multinazionale, nonostante la richiesta, non ha fornito l’elenco dei magazzini dove Proxemics è già operativo, ma, come ricostruito da Wired a settembre, sono stati i sindacati dei depositi più grandi a mettersi di traverso. Come nel centro di distribuzione storico di Castel San Giovanni, nel Piacentino, o in quelli di Passo Corese (a Rieti) e Torrazza (nel Torinese).

Proxemics si integra alla rete di videosorveglianza. Una prima applicazione, Distance assistant, analizza in tempo reale le immagini sfocate e, come ha spiegato l’esperto di intelligenza artificiale Luca Sambucci, misurando la distanza dei pixel risale a quella delle persone. Se risulta inferiore a due metri, scatta il richiamo. Un secondo sistema, Occupancy counter, dà il polso di quanti addetti occupano le aree comuni e ne regola il traffico. Proxemics si è rivelato, sostiene Amazon, uno “strumento prezioso per rilevare le aree a maggior rischio di generare contatti ravvicinati o assembramenti”, tanto che in alcuni depositi sono stati fatti interventi per assicurare le distanze, mentre Cgil, Cisl, Uil e Ugl

lo additano come un controllo invasivo e superfluo.

Per ottenere il via libera l’azienda ha perciò deciso il “coinvolgimento dell’Ispettorato nazionale del lavoro, o a livello centrale o attraverso le sue articolazioni territoriali”. Anche l’Agenzia del ministero del lavoro conferma la pratica “in ordine all’installazione del sistema in oggetto in diverse sedi della stessa azienda e che le relative autorizzazioni ne disciplinano e  delimitano l’uso ancorandolo alla temporaneità della situazione di emergenza epidemiologica”. Un dettaglio, questo, tutt’altro che secondario, perché uno dei punti controversi ai tavoli sindacali riguardava proprio la data di scadenza di Proxemics. I rappresentanti dei lavoratori temevano che con la situazione di allarme si facesse entrare una tecnologia destinata a rimanere, ma la posizione dell’Ispettorato è che il ricorso a questo programma può essere solo a tempo determinato.

Motori accesi

La gestione del lavoro nei magazzini durante la pandemia da parte di Amazon è stata criticata duramente. Negli Stati Uniti scioperi e proteste per le condizioni si sono susseguiti fuori dai depositi. E già da marzo la multinazionale ha accarezzato l’idea di utilizzare Proxemics per ridurre le possibilità di contagio, sul cui numero esatto non ha mai fornito dati certi, senza spegnere i motori in mesi in cui gli affari sono esplosi.

Le prossime sono settimane d’oro per il gigante dell’ecommerce. Anche in Italia, dove il gruppo entro la fine dell’anno aprirà altri quattro magazzini, con l’obiettivo di assumere 1.600 persone. La società di marketing digitale Semrush ha calcolato che Amazon è, a pari merito con Youtube, la terza parola più ricercata dagli italiani su Google nei primi mesi dell’anno, con 30,4 milioni di interrogazioni al mese. E secondo gli analisti di mercato di Gfk, un italiano su due pianifica di fare compere durante il Black Friday, che quest’anno cadrà il 27 novembre e vede Amazon in prima fila. Per i conti della società, d’altronde, lo spostamento di milioni di clienti in rete è stato un toccasana. Rispetto al secondo trimestre del 2019, tra aprile e giugno la multinazionale ha registrato, a livello globale, un aumento del 40% delle vendite nette, arrivando a quota 88,9 miliardi di dollari.

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