Sisal con Aruba Enterprise punta al cloud ibrido

Ogni scommessa – come l’acquisto di un biglietto della lotteria – nasce da un desiderio di emozione e divertimento, ed è su questo binomio che Sisal ha costruito, in oltre 70 anni di attività, un business di successo entrato nell’immaginario degli italiani. Milioni di connazionali hanno affidato la realizzazione di alcuni dei loro sogni ai risultati del Totocalcio e del Totip e, in anni più recenti, al SuperEnalotto e al VinciCasa, alcuni dei cult che hanno contribuito a fare la storia di questa azienda che opera nel segmento del gioco regolamentato.

Una storia che continua e che ha visto negli ultimi anni Sisal sbarcare in altri mercati, come quello marocchino, spagnolo e turco, in nome di una strategia di internazionalizzazione che mira a nuove opportunità di business. Il mondo del gaming è un settore che ben riflette le sfide di tutti quegli operatori che si trovano sulla faglia tra fisico e digitale: se da un lato Sisal resta – per chi gioca responsabilmente – un punto di riferimento con oltre 39 mila punti vendita sul territorio, dall’altro anche in questo ambito i consumatori si stanno abituando ai cambiamenti connessi all’esperienza di consumo. Il modello omnichannel è alla base di quel processo di conversione digitale che interessa consumatori e retail, due poli strategici per Sisal. Ma un’azienda che innova non può che cambiare anche all’interno e lungo questa terza direttrice Sisal ha incontrato Aruba Enterprise: grazie alla massima personalizzazione delle soluzioni It a disposizione, si configura come il partner giusto per accompagnare importanti aziende nel viaggio della trasformazione digitale.

L’incontro con Sisal esemplifica bene la multiformità di servizi e prodotti in ambito data center e cloud che l’azienda può strutturare nei vari progetti a seconda delle richieste, cercando di conciliare esigenze specifiche grazie allo scambio di competenze tecniche, certificazioni e al lavoro di un team dedicato al cliente. Sisal ha scelto due Data Center della rete di Aruba, rispettivamente quello di Ponte San Pietro e quello di Arezzo, per la migrazione dei servizi relativi all’ambito del gaming; ciò consente anche la massima ridondanza dei servizi erogati, e permette a Sisal di scegliere da quale sito di data center erogare determinati servizi o applicativi, anche sfruttando entrambi i data center simultaneamente. Nel progetto è inoltre incluso il servizio di colocation, quindi parte dell’infrastruttura risiede all’interno di specifici cage privati, soluzioni interamente dedicate a Sisal. A ciò si aggiunge la creazione di un’infrastruttura di rete ad hoc al fine di generare interconnessioni tra le sedi Sisal e quelle di Aruba.

Le esigenze di Sisal sono peculiari guardando al settore in cui opera, quello del gaming, e alla mole dei dati e servizi generati: scegliendo di localizzare i suoi servizi in due data center certificati Rating 4, al massimo livello di resilienza, Sisal si è messa al sicuro da rischi di interruzioni o eventi imprevedibili – a fare la differenza, è infatti la ridondanza massima dei dati e l’elevata sicurezza.

L’esperienza di Sisal con Aruba Enterprise è esemplificativa delle potenzialità connesse alle architetture It ibride, composte quindi da diversi ambienti It – cloud dedicato, privato e colocation – più flessibili e in grado di garantire alle aziende la risposta agli specifici bisogni che incontrano durante la propria evoluzione. Non mancano al contempo le sfide per tutelare e far performare al meglio ambienti It che nascono diversi.

Grazie al dialogo con Aruba Enterprise, Sisal ha quindi soddisfatto quelle molteplici necessità che l’hanno portata a rivisitare le proprie infrastrutture It in nome di maggiore flessibilità, più protezione e sicurezza dei dati, rinnovamento di approcci e metodologie nella gestione dell’infrastruttura It. Come ribadito anche dal Cio di Sisal, Mario Martinelli, “in questo momento di forte espansione dell’azienda, anche in mercati internazionali, abbiamo sentito l’esigenza di trovare un modello capace di adattarsi al cambiamento, garantendo scalabilità, flessibilità delle attività progettuali e con i più elevati standard di information security”.

“Proporre, come fatto con Sisal, una soluzione ibrida significa avere a che fare con ambienti IT differenti ed eterogenei” – spiega Giorgio Girelli, General Manager di Aruba Enterprise – “Questo porta intrinsecamente delle complicazioni in quanto implica saper gestire aree e tecnologie diverse e la sicurezza delle stesse in un contesto “aperto” – in parte su cloud privato, in parte su cloud pubblico, in parte in colocation – con eventuali integrazioni di ulteriori servizi in cloud, quali ad esempio i Trust Services di firma e conservazione fondamentali in alcuni processi della stessa Sisal. Tuttavia questo tipo di soluzione “ibrida” è necessaria per soddisfare le aspettative e le esigenze del cliente”.

Nella costante ricerca di una trasformazione in grado di innovare la customer experience, inoltre, Sisal continua a sondare le migliori vie per sviluppare nuovi prodotti e migliorare l’esperienza di gioco: un altro segmento in cui un provider come Aruba Enterprise può fare la differenza grazie a quei Trust Services (dalla firma automatica alla marcatura temporale) che, oltre a configurarsi come mero servizio, sono anche il mezzo per costruire una relazione sempre più fiduciaria e forte tra player e cliente, ed offrire tutta la gamma di servizi che possono essere utili – dal cloud ai servizi di data center alle firme digitali e di conservazione dei documenti in digitale.

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