Lega e M5s in Ue non hanno sostenuto le sanzioni a Russia e Bielorussia

(foto: Christian Ernhede/Getty Images)

Il 17 settembre il Parlamento europeo ha votato due importanti risoluzioni riguardanti le elezioni in Bielorussia e l’avvelenamento del leader dell’opposizione russa Alexei Navalny. Bruxelles – con una maggioranza schiacciante in entrambi i casi – ha deciso di non riconoscere, alla scadenza del suo mandato, come legittimo presidente Alexander Lukashenko, chiedendo anche che gli vengano imposte delle sanzioni economiche, e di condannare. fermamente quanto accaduto a Navalny, auspicando l’avvio di un’indagine internazionale sul caso e sulle eventuali violazioni degli accordi internazionali in materia di armi chimiche del governo russo.

La prima risoluzione è stata votata con 574 voti a favore, 37 contro e 82 astenuti, la seconda con 532 sì, 84 no e 72 astenuti. A far discutere è stata però la posizione degli eurodeputati italiani: la Lega sulla questione Lukashenko si è astenuta, al contrario di Pd, M5S, Forza Italia e Fratelli d’Italia che, invece, hanno scelto compatti il fronte del sì alle sanzioni alla Bielorossia. Su Navalny il partito di Matteo Salvini ha preferito schierarsi direttamente in favore della Russia, mentre l’alleanza di governo Pd-5 stelle si è spaccata: i democratici hanno votato a favore dell’indagine internazionale, mentre i pentastellati – insieme a Fratelli d’Italia – hanno optato per l’astensione.

Le reazioni al voto

Il commento del segretario democratico Nicola Zingaretti sulla scelta della Lega di astenersi sulla questione Bielorussia è stato laconico: “che schifo”, ha scritto su un post su Twitter il governatore del Lazio (nessun riflessione, invece, è arrivata dal Pd sul voto dell’alleato di governo in merito all’avvelenamento di Navalny).

“Salvini è il miglior alleato dei peggiori dittatori: dopo aver fornito appoggio politico a Orban in numerose occasioni, ora rifiuta di condannare il regime bielorusso per non scontentare Putin”, ha dichiarato il capo-delegazione del Pd a Bruxelles Brando Benifei.

Meno accesi gli scontri sulla questione Navalny nonostante le divisioni in sede di voto. La risoluzione del Parlamento europeo invita però tutti gli stati membri dell’Unione ad adottare una posizione chiara nei confronti della Russia, approvando o rafforzando in tempi abbastanza brevi misure restrittive contro il Cremlino. Opzione difficilmente praticabile in Italia visto come si sono schierati democratici e 5 stelle. Infine, il Parlamento chiede anche che vengono congelati i beni europei di funzionari russi corrotti individuati dalla fondazione anticorruzione di Alexei Navalny.

In entrambi i casi, il voto non è giuridicamente vincolante, ma ha sicuramente un peso politico e, specialmente nella questione bielorussa, può influenzare un eventualmente sostegno finanziario dell’Unione Europea al paese.

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