Inps manda il pin in pensione: da ottobre solo Spid per i servizi online

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(foto: Getty Images)

Cambiano le condizioni per accedere al portale Inps. Dal primo ottobre 2020 l’Istituto nazionale di previdenza sociale non rilascerà più il pin dispositivo come credenziale per accedere ai servizi, al suo posto verrà utilizzato lo Spid, il Sistema pubblico di identità digitale già in uso per accedere ai principali servizi della pubblica amministrazione. È comunque prevista una fase di transizione in cui si potrà continuare a utilizzare il pin fornito dall’Inps fino alla sua scadenza.

Ancora non è stata definita la durata della fase transitoria, ma nel frattempo i cittadini potranno continuare ad accedere ai servizi del portale tramite le credenziali in proprio possesso, e il pin sarà comunque rinnovato dopo la data di scadenza e fino alla conclusione di questo periodo di transizione.

Come ricorda il sito dell’Inps, al momento si può già accedere ai servizi del portale attraverso sia attraverso il pin e il proprio codice fiscale, sia attraverso Spid almeno di livello 2, Carta d’Identità elettronica (Cie) o tramite la lettura della Carta nazionale dei servizi. La definitiva sostituzione del pin con lo Spid, inoltre, non avrà effetti sul di pin telefonico temporaneo che potrà continuare a essere richiesto per accessi a termine di un giorno, una settimana o tre mesi massimo.

Chi invece non ha i requisiti per richiedere le credenziali Spid, cioè minorenni, persone che non hanno documenti italiani opersone sottoposte a tutela legale, curatela o amministrazione di sostegno saranno i soli a poter continuare ad utilizzare il pin dispositivo emesso dall’Inps anche dopo che sarà conclusa la fase transitoria.

Con questa passaggio dal pin allo Spid prevista a partire da ottobre, quindi, anche l’Inps fa la sua parte nel programma di digitalizzazione del paese che prevede la semplificazione delle relazioni tra Pubblica amministrazione e i cittadini e l’integrazione sempre più strutturata dei servizi. Inoltre, grazie alle misure di sicurezza garantite dallo Spid, l’Inps potrà rendere disponibili online anche nuovi servizi che richiedono maggiori controlli come firme digitali e pagamenti.

Si ricorda che ad oggi i provider abilitati dall’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) al rilascio dello Spid sono soltanto Aruba Pec, In.Te.Sa, InfoCert, Lepida, Namirial, Poste Italiane, Register, Sielrte e Tim, e dal dicembre 2019 tutti i gestori di Identità digitale si sono impegnati per fornire gratuitamente le credenziali di primo e di secondo livello, richieste per autorizzare la maggior parte delle operazioni.

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