L’Inps rivelerà i nomi dei parlamentari che hanno chiesto il bonus per le partite Iva

(foto: Andrea Ronchini/NurPhoto/Getty Images)

Anche l’ultimo ostacolo è stato superato: il presidente dell’Inps Pasquale Tridico si è detto disponibile a rendere pubblici i nomi dei cinque parlamentari che hanno richiesto il bonus di 600 euro introdotto dal decreto Cura Italia per autonomi e partite iva. A farne richiesta formale deve essere però il presidente della Camera, Roberto Fico, che nelle prossime ore dovrebbe, quindi, chiedere di prendere visione dell’istruttoria condotta sulla vicenda dalla Direzione centrale antifrode, anticorruzione e trasparenza dell’ente di previdenza sociale, nella quale sono riportati i dati dei cinque deputati. La situazione, dopo giorni di polemiche, si è sbloccata l’11 agosto quando il presidente dell’Autorità garante della privacy, Pasquale Stanzione, in una lettera ha fatto sapere che “sulla base della normativa vigente, la privacy non è d’ostacolo alla pubblicità dei dati relativi ai beneficiari del contributo”, evidenziando anche che “a causa della funzione pubblica svolta, le aspettative di riservatezza si affievoliscono”.

Come stanno reagendo i partiti coinvolti

Il presidente Fico, intervistato da La Stampa, ha definito la vicenda “inaccettabile dal punto di vista morale” e ha chiesto ai parlamentari coinvolti di “chiedere scusa” pur auspicando che non vengano condotte “campagne d’odio” che possano intaccare la credibilità della Camera. Per il partito di Fico, il Movimento 5 stelle, è essenziale che i deputati chiedano scusa e restituiscano il bonus: una richiesta funzionale anche alla credibilità dei 5 stelle, in quanto uno dei cinque che ha usufruito del bonus appartiene al loro partito. Nei giorni scorsi, il reggente del movimento Vito Crimi ha chiesto ai colleghi di firmare una liberatoria che consentisse l’accesso ai dati Inps e quindi la verifica dell’eventuale richiesta per i 600 euro: hanno aderito in 240 (un’iniziativa che però ha perso di utilità, vista la recente decisione di Tridico).

Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha invece annunciato che non verranno ricandidati i membri del suo partiti segnalati dall’Inps: “Ho dato indicazione che chiunque abbia preso o fatto richiesta del bonus venga sospeso e in caso di elezioni non ricandidato”.

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